Il nostro manifesto
Una nuova (super) tecnologia richiede una nuova (super) mentalità.

Se oggi usiamo l’IA come prima usavamo un motore di ricerca, è come se negli anni Novanta avessimo usato Internet come prima usavamo i Fax, o negli anni Ottanta avessimo usato i computer come prima usavamo le macchine da scrivere.
Usare una nuova tecnologia con una vecchia mentalità, non solo è inutile ma può anche risultare dannoso. Oggi abbiamo a disposizione una super tecnologia, che va a una super velocità e ha una super intelligenza con cui produce super contenuti, per sfruttarla al meglio serve passare da una vecchia mentalità a una super mentalità.
Da cosa a come
Non è lo strumento - il cosa - a fare il professionista ma la mentalità con cui lo usa - il come - che lo rende tale. Tutti noi giriamo con in tasca uno smartphone che al suo interno contiene una macchina fotografica pari a quella che un tempo solo i migliori fotografi professionisti possedevano. Eppure non siamo diventati tutti fotografi. Lo stesso vale per l’IA. Tutti la hanno, ma pochi, forse pochissimi, la usano in tutto il suo potenziale.
Da deterministica a generativa
Lo dice la definizione stessa: Intelligenza Artificiale Generativa. Non: Intelligenza Artificiale Esecutiva. Questo cambia tutto, perché siamo sempre stati abituati a vedere la tecnologia come uno strumento in grado di eseguire esattamente quello che noi le dicevamo di fare. Con l’IA però non possiamo avere questa sicurezza. A differenza di altre tecnologie non è deterministica, e quindi genera ogni volta un output differente, anche a partire dallo stesso prompt.
Da pensiero convergente a pensiero divergente
Fin dalla prima elementare siamo istruiti per pensare in maniera convergente, ovvero generare idee e risolvere problemi basandoci su conoscenze già acquisite e strategie già utilizzate. Il problema è che, già oggi, le macchine sono molto più brave di noi a seguire pattern prestabiliti. Se vogliamo differenziarci è necessario valorizzare il pensiero divergente, ovvero essere in grado di generare idee e domande originali e inusuali, ma anche efficaci e innovative.
Da tutto a una parte
L’IA non ci “ruberà” il lavoro, ma potrebbe toglierci una parte del nostro lavoro. È quindi importante scomporre un lavoro o un processo in singoli task, organizzandoli in modo chiaro e ordinato per identificare quali attività possono essere automatizzate e quali richiedono l’intervento umano. In Prompt Design chiamiamo questa capacità “Knolling”.
Da AI-First a Human-First
Prima si accende il cervello, poi si accende l’IA. Prima si usa l’intelligenza umana, poi quella artificiale. Prima si ragiona sul problema, poi si chiede all’IA di risolverlo. Prima si ha un’opinione, poi si chiede all’IA di argomentarla. Prima si scrive una bozza, poi si chiede all’IA di migliorarla. La regola per mettere questa tecnologia al nostro servizio (e non il contrario) è sempre la stessa: “IO → IA → IO”. Noi abbiamo l’idea, l’IA ci aiuta a darle forma, noi controlliamo quello che l’IA ha prodotto.
Da Fantascienza a Scienza Fantastica
La Fantascienza dei libri e dei film con cui siamo cresciuti si sta trasformando nella Scienza Fantastica con cui cresceremo. Di fronte a questo cambiamento epocale, non abbiamo un gap di tecnologia, ma un gap di immaginazione. Non ci mancano gli strumenti. Ci mancano le idee. Abbiamo accesso a macchine che ci permettono di dare forma alle nostre intuizioni in pochi minuti, la domanda che dovremmo farci ogni giorno è: la nostra creatività e la nostra immaginazione sono all’altezza di questa tecnologia? Per rispondere a questa domanda, in Prompt Design abbiamo ideato il “Test AI AI AI”: ogni volta che abbiamo un’idea creativa chiediamo a un’IA di generare un’idea simile. Se la nostra idea è più creativa e originale allora abbiamo vinto noi. Se invece l’idea generata dalla macchina è migliore, allora forse è meglio alzare l’asticella della nostra creatività.
Da nome a verbo
L’IA ha accelerato un processo di trasformazione del lavoro che ha reso la carriera lunga sempre più corta. Oggi siamo chiamati a reinventarci di continuo imparando e disimparando competenze, cambiando mentalità, ruolo e professione. Dobbiamo passare da un’idea di lavoro-nome, un’etichetta che non si evolve, a quella di lavoro-verbo, qualcosa di mutevole e dinamico.
Da richiesta a delega
Usare l’IA non vuol dire affidarci alla macchina, ma delegare ad essa un compito mantenendo noi il controllo. Per farlo serve saper costruire un ecosistema di indicazioni, istruzioni, esempi, informazioni e materiali per mettere l’IA nelle condizioni di lavorare al meglio in modo agentico. Noi chiamiamo questa capacità “Prompt Design”.
Da costo a investimento
L’IA non è un costo, è un investimento. Al posto di domandarci come risparmiare 20 Euro al mese usando la versione gratuita di ChatGPT, domandiamoci come poter guadagnare 2.000 Euro al mese vendendo anche solo una parte di quello che possiamo produrre con questa tecnologia.
Da passato a futuro.
Non limitiamoci a domandarci come usare l’IA per fare qualcosa che abbiamo sempre fatto, in passato. Pensiamo a come utilizzare questa tecnologia per fare qualcosa che non abbiamo mai fatto, in futuro. Questa è la vera sfida.
Da orizzontale a verticale
Nell’era dell’IA, più competenze abbiamo e più discipline padroneggiamo e meglio possiamo valorizzare il potenziale di questa tecnologia. Se siamo verticali su una sola materia e operiamo in un solo settore, l’IA potrebbe non aggiungere molto valore al nostro lavoro. Se invece siamo più orizzontali e siamo disposti a imparare e sperimentare di continuo, allora l’IA diventa un detonatore del nostro talento.
Da automi ad autonomi
Nel XIX secolo la rivoluzione industriale ha tolto alle persone la necessità, e quindi la capacità, di fare. Quando è arrivato un telaio in grado di cucire, non è più stato necessario qualcuno che lo sapesse fare. Duecento anni dopo, nel XXI secolo, la rivoluzione tecnologica potrebbe togliere alle persone la necessità, e quindi la capacità, di pensare. Quando c’è una macchina che può scegliere e pensare per noi, non serve più saperlo fare. Starà quindi a noi decidere quanto vorremo essere autonomi, e quindi mantenere noi il controllo delle nostre competenze, o quanto vorremo essere automi, e quindi dipendere da una macchina per fare molte delle attività che un tempo facevamo noi.
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Questo è il nostro manifesto. Il pensiero che ci guida ogni volta che usiamo o insegniamo l’IA. Nel nostro libro “Super Mindset” trovi 44 competenze 100% umane per diventare insostituibili nell’era dell’IA.
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